È scomparso Philip Roth: voce fuori dal coro della narrativa contemporanea statunitense

Di Gian Luca Nicoletta

 

Aveva 85 anni Philip Roth e non più tardi di ieri si è spento in un ospedale di Manhattan (New York), a causa di un’insufficienza cardiaca. Così è riportato sull’articolo del New York Times che ne annuncia la morte.

Roth è stato uno tra gli scrittori statunitensi della seconda metà del ‘900 che più hanno osservato da vicino e criticato la società americana, senza fare sconti nemmeno all’ambiente ebraico dal quale proveniva. I suoi romanzi, sin dagli esordi nel 1959 con “Goodbye, Columbus” mostrano una chiara propensione alla critica a volte satirica, a volte ironica, a volte aspra del mondo contemporaneo.

 

Goodbye Columbus

Nel corso della sua lunga e prolifica carriera di scrittore (le sue opere vanno dagli anni ’60 e arrivano sino al 2000) Philip Roth ha ricevuto molti premi e riconoscimenti, tra i quali un premio Pulitzer nel 1998 grazie al romanzo “Pastorale Americana”, il Man Booker Prize nel 2011 e nel 2012 vinse anche il premio Principe delle Asturie per la qualità dei suoi scritti che “rappresenta un contributo significativo alla letteratura universale”.
In merito ai molti premi ricevuti, c’è da dire che dopo la notizia della sua scomparsa sono emerse alcune voci polemiche riguardo al “ritardo” dell’Accademia di Svezia che, al di là degli scandali dai quali è tristemente circondata, non potrà più assegnargli il premio Nobel che sicuramente meritava.

P. Roth

La sua prosa è stata accostata a quella di Faulkner, Hemingway e Fitzgerald e proprio come questi grandi autori, Roth ha scritto romanzi e racconti brevi; alcuni dei quali sono stati riadattati per la tv e il cinema, diventando molto popolari e diffondendo in misura sempre maggiore la sua visione critica del mondo. Inoltre (cosa che forse non tutti sanno) la sua sensibilità letteraria ha avuto ricadute positive anche sull’Italia: Roth, mostrando il suo apprezzamento per le opere di Primo Levi, ha favorito la pubblicazione dei suoi romanzi negli Stati Uniti, accendendo così i riflettori sul nome dello scrittore torinese.

Philip Roth sarà ricordato come uno degli ultimi esemplari di quella generazione di scrittori del ‘900 che hanno trattato e saputo interpretare nel profondo il mondo di oggi. Con la sua penna è stato in grado di descrivere alcune delle parti più nascoste della fragilità degli esseri umani, puntando una luce in direzione delle sue zone oscure.

P. Roth 2

 

 

Immagine di evidenza: Francois Reumont
Immagini nell’articolo: Jimmy JeongNancy Crampton / Handout

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