La saga dei Cazalet, volume I: “Gli anni della leggerezza” di Elizabeth J. Howard

Di Gian Luca Nicoletta

 

Se anche voi, come il sottoscritto, siete degli appassionati di storie e saghe familiari ambientate negli ultimi due secoli (sia che si tratti di romanzi come À la recherche du temps perdu o Suite française, sia che si tratti di sceneggiature come Downton Abbey o Gosford Park) allora non potete non imbarcarvi nella lettura de Gli anni della leggerezza il primo dei cinque volumi che costituiscono la saga della famiglia Cazalet, scritta da Elizabeth Jane Howard nell’arco di un ventennio, dal 1990 al 2013.

Per gli appassionati di questo genere userò solo alcune coppie di parole chiave che già so vi convinceranno: “famiglia numerosa”, “maniero in campagna”, “scontro generazionale” e “intrighi e rivalità”. Ma non è voi che devo convincere, cari appassionati, piuttosto devo parlare di quanto questo romanzo sia avvolgente, coinvolgente e profondamente interessante a chi non è familiare col genere.

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La storia ha inizio nel 1937 in Inghilterra e da subito il lettore viene accolto come un ospite gradito nella casa londinese di Edward Cazalet e Viola (Villy per gli amici, dunque anche per voi), una delle coppie che popolano l’albero genealogico di questa famiglia di imprenditori. Sarete immersi nella loro routine quotidiana: lezioni a casa con Miss Milliment, l’istitutrice; farete spese con Mrs Cazalet; guarderete i giochi in giardino di Louise e Polly. Conoscerete poi gli altri membri della loro famiglia: dunque Hugh, il fratello maggiore di Edward, e sua moglie Sybil, ma anche Rupert Cazalet e la sua seconda moglie Zoë e Rachel Cazalet, la sorella nubile “per scelta”.

Non mancheranno anche le faccende domestiche da sbrigare: bisognerà stare attenti, come deve fare la cara Nanny, a che i bambini non si sporchino i vestiti o, peggio, proverete lo stesso affanno che prova Mrs Cripps quando sa che deve preparare colazione, pranzo, tè e cena per quindici persone che verranno a stare nella casa di campagna nel Sussex per tutta l’estate!

Ma la domanda che ci pone chi non è familiare con questo genere letterario è: “Cosa ci trovate di bello?” Il bello, caro profano, sta negli squarci di verità che Howard ci mostra all’improvviso, tra un’incursione fatta di nascosto in cucina per sottrarre agli occhi vigili delle domestiche un barattolo di vetro per gli esperimenti dei bambini e, anche, tra un bicchiere di whisky e uno di sherry per mandar giù l’amarezza senza fine di una vita monotona, piatta, obbligata dalle costrizioni sociali. Perché la saga dei Cazalet è anche e soprattutto questo: la storia dell’emancipazione individuale studiata non dal punto di vista sociologico o storico, bensì partendo dai pensieri delle singole individualità umane che si scontrano ogni giorno con la limitatezza obbligata della propria esistenza. Lo svilupparsi impercettibile di un embrione di indipendenza, che segna i suoi primi battiti nelle domande che i personaggi si pongono: “Credo davvero in Dio?” “Sono sicura di volere questo bambino?” “Posso tenere per mano la persona che amo ma che non dovrei amare?” di questo e di molto altro si parla ne Gli anni della leggerezza.

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Tuttavia dire che il romanzo ruota solo attorno a questi temi sarebbe quanto mai riduttivo: Howard tiene il passo con gli avvenimenti storici paralleli ai fatti che narra e quindi i personaggi che incontriamo lungo il corso delle pagine non mancano di commentare, ad esempio, il ruolo sempre più ingombrante che sta assumendo Hitler sullo scacchiere europeo, o la questione della Cecoslovacchia che preoccupa tutti quando, durante l’estate del 1938, si rintanano nuovamente nel Sussex preoccupati dallo scoppio di una nuova, travolgente guerra.

Il punto di vista privilegiato è quello femminile nelle sue tre età principali: in quanto bambine, donne o anziane. Ognuna di loro ha il proprio spazio per affrontare – in un rapporto dialogico con sé stessa e con gli altri (le altre, a dir la verità) – il proprio essere, ma l’elemento interessante è che questo spazio viene concesso loro in relazione al grado di libertà che hanno, cui aspirano, o che mettono in discussione; riducendosi progressivamente nel passaggio da Clary, la più giovane delle bambine, a Kitty, l’anziana matriarca Cazalet. Fra questi due estremi, un intero caleidoscopio di possibilità, esperienze e credenze si intrecciano e si radicano nella trama fittizia di destini personali e nella storia nota che porta l’Europa a sprofondare nel baratro della Seconda Guerra Mondiale.

Se volete concedervi un viaggio piacevole e irragionevolmente lungo perché detestate (come me!) dire addio ai vostri personaggi preferiti, non dovete far altro che dare a Elizabeth Jane Howard la possibilità di raccontarvi la storia della sua vita e della vita dei suoi personaggi. Io, nel frattempo, mi tufferò nelle pagine del secondo volume, ma di questo vi parlerò un’altra volta…

Cazalet4 (AP Photo-Leslie Priest)

 

 

Immagine finale: AP Photo-Leslie Priest

4 pensieri su “La saga dei Cazalet, volume I: “Gli anni della leggerezza” di Elizabeth J. Howard”

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