La saga dei Cazalet, volume III: “Confusione” di Elizabeth J. Howard

Di Gian Luca Nicoletta

 

Continua il nostro piccolo viaggio nel mondo dei Cazalet, guidati dalla voce di Elizabeth J. Howard.

Lo so, non vedete l’ora di sapere cos’è successo ai componenti della famiglia, ora che ci ritroviamo negli anni più intensi della guerra. Zio Rupe, che fine avrà fatto? Sybil si sarà ripresa dalla malattia? E le ragazze? I bambini?

Sono molte le domande che mi sono posto, come voi, quando ho iniziato questo terzo e bellissimo volume.

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Per prima cosa, è opportuno inquadrare i fatti storici. Siamo a metà del 1943 e la svolta è iniziata già da qualche mese: dopo quasi tre anni in cui si dava ormai per scontata la vittoria dei nazisti su tutta l’Europa a loro non alleata, la campagna del nord Africa si conclude con la vittoria degli Angloamericani, mentre in Russia le truppe sovietiche resistono agli attacchi delle forze dell’Asse. In Inghilterra, però, cos’accade? C’è da dire che per noi Italiani, che della Seconda Guerra Mondiale abbiamo una percezione storica, familiare ed emotiva del tutto diversa da quella degli Inglesi, le privazioni che patiscono i personaggi di questa saga dovute al razionamento del cibo e ai disservizi pubblici in termini di acqua calda e luce elettrica, sono poca cosa se li paragoniamo all’invasione nazista e alle stragi che si sono viste sulla nostra penisola.  Ma se è vero, come io credo, che non bisogna mai paragonare il dolore e la sofferenza di uno col dolore e la sofferenza di un altro, è vero anche che tutti gli europei hanno avuto la loro guerra, i loro lutti e di questo bisogna pur tener conto.

Le incursioni aeree su Londra sono massicce: si vedono sfrecciare continuamente le micidiali V-1 e V-2, armi precorritrici rispettivamente dei missili da crociera e dei missili balistici, che volano sopra i cieli della capitale schiantandosi sulle case. Tra l’altro è interessante notare, sotto questo aspetto, che Howard non riporta il bombardamento di Buckingham Palace.

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13 Settembre 1940 – bombardamento di Buckingham Palace. Giorgio VI e la Regina Elisabetta ispezionano le parti del palazzo danneggiate dalle bombe (AP – Photo).

Tornando ai membri della famiglia Cazalet, vediamo che ognuno di essi sta combattendo una battaglia interiore ed esteriore col mondo che cambia. La guerra acuisce le situazioni di tutti, polarizzando le esistenze a due estremi: da un massimo di pericolo a un massimo di inattività. Ho volutamente tolto dalla contrapposizione il termine “sicurezza” perché questo, in tempo di guerra, viene rimosso per definizione.

Ebbene chi troviamo ai due estremi? Da un lato possiamo mettere Rupert, le cui condizioni di disperso possono essere le più diverse: prigioniero, deportato, morto. Oppure Michael Hadleigh, il trentenne sposo di Louise che vive tra missioni sui cacciatorpediniere e brevi licenze sulla terraferma che, invece di trascorrere con  la sua sposa, spende con sua madre, la tentacolare Lady Zinnia, “Zee” per chi fa parte del suo giro rigorosamente precluso alle donne.

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Bombe V-2 in un campo di prova tedesco. Queste bombe hanno fornito le basi per lo sviluppo dei successivi missili balistici.

In una condizione opposta alla precedente, ovvero attanagliate dall“inattività”, troviamo, parlando di madri, la Duchessa, Kitty, che nasconde dietro al suo aplomb perfettamente vittoriano un grande dolore per il figlio più piccolo che è dato per disperso (rispetto a questo punto, potete ripassare cos’è accaduto nei libri precedenti andando qui) ma allo stesso tempo nutre un profondo senso di maternità per Zoë la quale, vivendo quell’incertezza più di tutti, non sa se condurre la sua vita da donna sposata o da vedova di guerra. In questo elenco possiamo inserire anche un personaggio non molto approfondito che però merita di essere preso in considerazione: Neville, il figlio più piccolo di Rupert e della sua prima moglie, Isobel. Il bambino è cresciuto senza la madre, morta di parto in un momento cronologico precedente all’intera vicenda, e la guerra gli ha portato via anche il padre. Non ha punti di riferimento all’infuori di una sorella che per anni è stata troppo concentrata sul suo odio verso la matrigna o sul suo ruolo di unica donna al mondo capace di comprendere e amare il padre. Il suo dolore non trova espressione, non viene compreso e addirittura non viene concepito nelle menti degli altri componenti della famiglia.

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Potrei azzardare l’ipotesi che al personaggio di Neville viene assegnato il compito di incarnare il profondo divario tra bambini e adulti. L’incomprensione fra le tre generazioni – anziani contro adulti, adulti contro bambini – è un tema ricorrente in tutti i volumi sin qui presi in considerazione, ma sebbene ogni personaggio a modo suo riesca a trovare una via di fuga, una scappatoia che se anche non porta alla libertà comunque conduce alla conquista di “una stanza tutta per sé”, a Neville questo non riesce. È emblematico il fatto che per ben due volte il bambino tenti di scappare da scuola ma non ci riesca: la prima volta viene aspramente sgridato dagli adulti e rimandato immediatamente indietro; la seconda viene beccato dalla sorella più grande e dalla cugina Polly, le quali ancora non si considerano adulte, e che invece di redarguirlo tentano di trovare una soluzione alternativa per farlo star meglio.

Non c’è una lingua veicolare che i componenti di queste generazioni a confronto possano usare per parlarsi, per venirsi incontro. La “confusione” che dà il titolo a questo volume è data dalla convulsa situazione politica esterna, ma anche dalla mole infinita di suoni che si sentono dentro la casa di campagna dei Cazalet e che nessuno, tranne chi li ha emessi, sa interpretare.