Le streghe, prima di Harry Potter, erano quelle di Roald Dahl

Di Gian Luca Nicoletta

C’è stato un tempo in cui le streghe ci facevano paura, eccome!
Le streghe, prima dell’avvento di Harry Potter, erano entità malefiche che odiavano i bambini. Le streghe, prima di Harry Potter, erano le streghe di Roald Dahl.

Proprio di questo racconto desidero parlarvi oggi, e l’occasione mi è stata fornita dalla recente uscita di una nuova versione dell’omonimo film che vede protagoniste Anne Hathaway e Octavia Spencer, dirette da Robert Zemeckis. Una prima, eccellente, trasposozione cinematografica fu quella del 1990 con Anjelica Houston nel ruolo della perfida Strega Suprema.
Le Streghe, pubblicato in inglese per la prima volta nel 1983 e uscito in Italia nell’87 (collana Gl’istrici della Salani), rappresenta una delle opere più iconiche di Roald Dahl, assieme al GGG e alla Fabbrica di cioccolato.

Grazie alla sua lingua piana e nitida perfetta per i giovani lettori, priva di sbavature quasi come un dipinto neoclassico, ricordo ancora oggi come le immagini descritte da Dahl si fossero immediatamente piantate nella mia fantasia, e soprattutto quale fosse il grande avvertimento contenuto all’interno di quelle pagine: «Una VERA STREGA odia i bambini di un odio così feroce, furibondo, forsennato e furioso, da non poterselo immaginare».
Io mi sentivo a un tempo attratto e terrorizzato da queste figure misteriose ma dall’aspetto così comune da rasentare la banalità.

Le streghe, così ci viene detto, vivono in mezzo a noi sparpagliate ovunque sulla Terra. Hanno un loro codice d’abbigliamento, del tutto opposto a quello delle favole, niente cappelli a punta o scope volanti; le possiamo incontrare a passeggio in un parco pubblico oppure al supermercato, potrebbero addirittura essere le nostre vicine di casa! Per riconoscere una strega serve una vista acuta, un’attenzione speciale per i particolari e, come nel caso della Nonna, un fiuto molto raffinato che solo alcuni posseggono.
Data questa descrizione, l’immaginario di Roald Dahl discende dal mondo del fantastico e si cala, con adesione sorprendente, nella nostra realtà quotidiana rendendo l’innocuo inquietantemente sinistro.

Anne Hathaway (a sinistra) e Anjelica Houston (a destra) rispettivamente nel 2020 e nel 1990 nel ruolo della Strega Suprema

Ma come succede in tutte le favole contemporanee, il protagonista privo di poteri magici ha sempre dalla sua delle armi molto potenti: il proprio intelletto e un alleato fidato. Nel nostro caso, il giovanissimo protagonista del racconto può fare affidamento sull’instancabile Nonna che, con la sua saggezza e tempra insospettabili dietro a un aspetto docile e rassicurante, studia un ingegnoso stratagemma per poter rivoltare contro le perfide streghe il loro piano. Dall’esito positivo di questa sfida, metafora del superamento delle nostre paure senza dover rinunciare all’aiuto che ci viene dai nostri cari, Roald Dahl costruisce l’impalcatura per mostrare a tutti i bambini (e agli adulti) almeno due messaggi fondamentali: il primo è un messaggio d’amore, un prezioso insegnamento volto a farci andare oltre l’aspetto fisico delle persone per privilegiare quello che esse sono nell’animo, molto spesso nobile; il secondo è un messaggio di speranza, poiché non importa quanto grande sia la paura che ci attanaglia, in un modo o nell’altro saremo in grado di capovolgere la situazione e di trasformare l’orrido in buffo, il grande in piccolo.

Rileggere Le Streghe di Roald Dahl può essere un’eccellente occasione per ricominciare ad apprezzare la letteratura per l’infanzia. Attraverso una lente molto diversa da quella che siamo soliti utilizzare per analizzare e interpretare il mondo, possiamo riscoprire la bellezza della semplicità, l’importanza delle prime impressioni e, cosa non di poco conto, riscoprire un paradigma valoriale ed etico infinitamente prezioso, specialmente di questi tempi.

Autore: Lo Specchio di Ego

Blog letterario per parlare di letteratura, storia, filosofia, arte e cultura. Recensioni e segnalazioni di libri.

7 pensieri riguardo “Le streghe, prima di Harry Potter, erano quelle di Roald Dahl”

  1. Roaldh Dahl è stato uno scrittore incredibile che con le sue storie è sempre riuscito a incantare i giovani ma anche molti adulti. Sono molto affezionato al suo GGG e me lo porterò sempre nel cuore. Le streghe invece è un libro che ho recuperato più tardi ma che ho davvero apprezzato e in cui ho visto molto del suo pensiero. Ammetto che è stata una lettura a dir poco interessante.

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    1. Ciao The Butcher, e grazie per il commento!
      L’intera letteratura per l’infanzia dovrebbe essere ripresa più d’una volta nella vita di ognuno, ci aiuta a guardare più direttamente ai problemi che, molto spesso, colpiscono gli adulti a più riprese nell’arco della vita.

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  2. Ronald Dahl è un autore che mi piace molto, anche se in realtà ho letto solo “La fabbrica di cioccolato” (e sequel). Dovrei sempre recuperare “Matilda sei mitica” di cui adoravo il film. Quest’altro romanzo invece non lo conoscevo, ma promette molto bene. Leggere da adulti libri per l’infanzia o per ragazzi è sempre una bellissima esperienza. La collana Gli istrici è davvero una delle migliori, tanti sono i ricordi legati a quelle copertine!

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